Due anni fa ci lasciava Sergio Guerra

Pubblicato il 14/09/2017
14/09/2017

Il 14 settembre 2015 ci lasciava all’età di 71 anni Sergio Guerra, l’allenatore del ciclo magico dell’Olimpia Teodora e della nazionale azzurra. Mancino, naturalmente predisposto allo sport, prima di essere tecnico Guerra fu valido giocatore di pallavolo.
Cresciuto nel vivaio dei Vigili del Fuoco di Ravenna, arrivò a giocare in serie A1 nel 1965 e da allora disputò 12 campionati, prima 3 anni coi VVF Casadio Ravenna, poi 6 a Bologna (2 anni con la Renana, 4 con la Lubiam) ed infine 2 a Faenza con la Spem, dove nel campionato 1976-77 fu giocatore-allenatore; in questi anni sfiorò solo lo scudetto, chiudendo 2 volte al secondo posto con la Lubiam Bologna, ed arrivò alla nazionale A nel 1968, quando partecipò con la squadra allora guidata dal ceco Kozak (con altri ravennati come Bendandi, Ricci ed il “fiorentino” Mattioli) alla Coppa Primavera a Norimberga ed Augsburg (5 presenze totali, secondo posto finale).
Dopo l’esperienza da giocatore-allenatore a Faenza, Sergio Guerra iniziò la sua avventura nel 1978 all’Olimpia come tecnico innovatore, destinato a lasciare la sua impronta nella pallavolo italiana ed internazionale degli anni ’80 e 90.
Lì iniziò la sua storia con quella società che portò Ravenna sul tetto d’Europa per 2 volte (Coppa Campioni vinta nel 1988, prima squadra dell’Occidente della storia, e nel 1992, nella finale al Pala De Andrè) e del Mondo (nel canto del cigno a Fabriano nel 1993), dopo avere conquistato 11 scudetti consecutivi dal 1981 al 1991-92 ed essersi fatto fama di “Imperatore del Volley” con record conquistati sul campo come le 72 vittorie consecutive in campionato dal 2.3.85 al 8.12.87 (ben 33 mesi) e le 79 vittorie consecutive in casa, dal 14.3.84 al 17.4.89 (più di 5 anni).
La storia di Guerra allenatore è rimasta legata (quasi avvinghiata) a quella dell’Olimpia Teodora, perché, dopo i primi 16 anni consecutivi, ricchi di vittorie e gloria, il tecnico ravennate tornò a guidare il sestetto in tempi più difficili, dal 2002 al 2006, prima in serie A1 poi in serie B2 e B1; in mezzo, però, ci furono anche un biennio sulla panchina della Braglia Reggio Emilia dal 1994 al 1996 ed un biennio a Forlimpopoli in A2 dal 1998 al 2000, oltre ad un’esperienza nel settore maschile in B1 nel 2000-01 al Porto Ravenna; negli ultimi anni, peraltro, Sergio si era seduto sulla panchina di serie C della Sì Computer, ad aiutare il figlio Matteo, ancora innamorato della pallavolo e senza farsi problemi di categoria.
Oltre ai successi con l’Olimpia Teodora, Sergio Guerra è stato poi il pioniere della pallavolo italiana anche alla guida delle nazionali: ancora prima della caduta del “muro di Berlino” inserì il volley azzurro femminile nel Gotha continentale prima con la nazionale juniores (secondo posto agli Europei 1988) e poi con quella assoluta (89 partite dal 1989 al 1991, con un terzo posto agli Europei di Stoccarda 1989 e vittoria dei Giochi del Mediterraneo 1991). 
E’ stato, come definito da chi l’ha conosciuto bene, “l’ultimo artigiano della pallavolo”, e tutto il volley ravennate ne vuole ricordare la memoria organizzando per la giornata di martedì 26 settembre l’evento “#sediciguerra-BovoGuerraDay”, che unirà il ricordo di Guerra con quello di Vigor Bovolenta, altra bandiera dello sport ravennate prematuramente scomparso, che darà ampio spazio alla passione dei giovani pallavolisti di oggi (tornei e partite per gli studenti delle scuole primarie al mattino e per gli atleti dei vivai delle società Fipav nel pomeriggio) prima della consegna del “Trofeo Sergio Guerra” alla vincitrice della partita tra Olimpia Teodora e Bartoccini Perugia, che si svolgerà in serata (l’evento dettagliato sarà presentato prossimamente nel corso di una conferenza stampa).

Testo a cura dell'Ufficio Stampa del Comitato Territoriale di Ravenna