Si è svolta ieri la conferenza stampa di presentazione della tredicesima edizione del Memorial Giovanni e Doriana Campesan, un appuntamento che nel corso degli anni è diventato un riferimento stabile per la pallavolo giovanile femminile italiana e un punto di orgoglio per l’intero territorio padovano. L’evento, organizzato da FIPAV Comitato Territoriale di Padova, rappresenta non solo un momento di grande sport, ma anche un simbolo di collaborazione, radicamento e crescita condivisa tra istituzioni, società, famiglie, volontari e giovani atlete. L’intervento più atteso è stato quello del Presidente della FIPAV nazionale, Giuseppe Manfredi, che ha ribadito con forza quanto il Veneto, e in particolare il territorio padovano, siano centrali nella storia e nel futuro della pallavolo italiana. Manfredi ha sottolineato come i risultati delle nazionali giovanili femminili ottenuti negli ultimi anni non siano casuali, ma frutto di un lavoro profondo, diffuso e metodico che coinvolge società, tecnici, dirigenti e volontari. Ha ricordato che esperienze come il Memorial Campesan sono fondamentali nel percorso di maturazione delle giovani atlete, perché le semifinali e le finali non si allenano: ciò che si apprende in questi contesti è la gestione dello stato emotivo, della pressione e della responsabilità, elementi che fanno la differenza nel cammino di chi sogna di diventare atleta d’élite. Manfredi ha ringraziato il comitato padovano, le società e tutto il movimento, definendo il Campesan una vera fucina del futuro della pallavolo italiana. Molto sentito anche l’intervento di Eleonora Mosco, Consigliere Regionale del Veneto, che ha richiamato il significato profondo del Memorial e del “ricordare”, riportando al cuore la memoria di Giovanni e Doriana Campesan e degli insegnamenti che hanno lasciato. Mosco ha sottolineato il valore educativo dello sport e in particolare della pallavolo femminile, una metafora potente della crescita personale e della disciplina quotidiana che le giovani atlete sperimentano giorno dopo giorno. Ha ricordato come questo torneo sia oggi un’eccellenza non solo per la provincia di Padova, ma per l’intero Veneto, capace di valorizzare società di tutto il territorio e di offrire una vetrina prestigiosa a ragazze provenienti da ogni parte d’Italia. A portare la loro testimonianza sono stati anche il sindaco di Montegrotto Terme, Riccardo Mortandello, e l’assessore allo sport, Pier Luigi Sponton, che hanno descritto il Memorial come una “rivoluzione dal basso”, nata dalla passione e dalle persone, capace di superare confini amministrativi e mentali e di valorizzare discipline spesso considerate minori, ma che custodiscono i valori più autentici dello sport. Mortandello ha evidenziato come manifestazioni come il Campesan generino relazioni, opportunità e crescita per tutta la comunità, aprendo la strada anche a una possibile evoluzione futura verso una dimensione internazionale. Sponton ha sottolineato con orgoglio il percorso di costante miglioramento del PalaBerta, che anno dopo anno si arricchisce di nuovi servizi e che rappresenta una struttura fondamentale per lo sviluppo e la qualità della manifestazione. Il Presidente del Comitato Regionale Veneto, Michele De Conti, ha ricordato l’importanza del lavoro di rete che il comitato padovano ha saputo costruire con tanta costanza, un valore raro che permette di avvicinare numerose amministrazioni comunali e molte società sportive. Ha definito il Campesan la “Coppa Italia dell’Under 16 femminile”, un appuntamento centrale nella stagione, punto di verifica dei percorsi tecnici e momento in cui i miglioramenti delle atlete diventano visibili. Ha evidenziato come la sigla Campesan sia ormai scolpita nella cultura della pallavolo giovanile femminile italiana, rappresentando un marchio di eccellenza riconosciuto in tutto il Paese. Molto significativo anche l’intervento del Direttore Tecnico del Settore Giovanile Femminile Nazionale, Marco Mencarelli, che ha confermato come il movimento stia lavorando bene e come i risultati degli ultimi anni lo dimostrino in modo chiaro. Mencarelli ha spiegato che ciò che si impara giocando partite decisive non può essere riprodotto in allenamento, perché è lo stato d’animo a determinare la prestazione e non il contrario. Ha sottolineato l’importanza del confronto con gli allenatori presenti al Memorial, un momento che riunisce l’élite del settore giovanile italiano e che permette di guardare al futuro con una visione strategica e condivisa, sempre aperta al cambiamento. Il Vicesindaco e Assessore allo Sport di Abano Terme, Francesco Pozza, ha ricordato come oggi sia sufficiente pronunciare la parola “Campesan” per evocare immediatamente un mondo fatto di qualità tecnica, organizzativa e di relazioni costruite negli anni. Ha sottolineato due risultati straordinari del percorso compiuto: la crescita esponenziale del livello tecnico del torneo e la capacità di unire amministrazioni, società sportive e volontari attorno a un obiettivo comune. Un risultato, ha detto, di cui Giovanni e Doriana Campesan sarebbero immensamente orgogliosi. Il Responsabile Nazionale dei Rapporti con il Territorio, Raffaele Sassone, ha illustrato l’importanza dei corsi arbitrali che da venticinque anni accompagnano il Memorial, definendoli un’esperienza fondamentale per la crescita dei giovani arbitri italiani. Quest’anno sono state selezionate ventotto figure provenienti da dieci regioni, tutte di ruolo regionale e fascia top, che troveranno nel Campesan un’occasione unica per mettere in pratica quanto appreso e confrontarsi con colleghi di altre realtà. Sassone ha sottolineato che il livello del torneo richiede arbitri preparati e motivati, alcuni dei quali saranno presto protagonisti nei campionati nazionali e al Trofeo delle Regioni. Durante la conferenza stampa sono state inoltre presentate le due società padovane qualificate per questa edizione: Volley Club Padova, nato dalla collaborazione tra Blu Volley e Aduna Volley, e Volley Nemesi S.r.l. – Volley Salese. Due realtà che rappresentano il vivaio del territorio e confermano la solidità e la vitalità del movimento padovano. Il Memorial Campesan si conferma così un appuntamento che unisce memoria, sport, formazione e comunità, un evento che cresce grazie all’impegno quotidiano di società, istituzioni e volontari e che guarda al futuro con entusiasmo e visione. Un torneo che non celebra soltanto la pallavolo, ma ciò che la pallavolo riesce a costruire: valori, relazioni, opportunità e crescita per le giovani atlete e per tutto il territorio.
